Ecco un' analisi, che non ha certo la pretesa di essere esaustiva, di quello che è forse il più interessante match di sempre.I due contendenti hanno già giocato due match e si conoscono ormai come moglie e marito.
Agli opposti stili di gioco si accompagnano due differenti modi di vedere il gioco, due visioni opposte di vita.
Da un lato Kasparov, il giovane "orco" di Baku,ribelle al sistema e già campione del mondo,che aveva battuto Karpov nel precedente match del 1985.Il suo gioco è una perfetta sintesi di grinta,fantasia e precisione. Per lui il gioco è un continuo lavoro analitico,egli eleva gli scacchi al rango di arte, un'arte dove regna la logica e che si oppone al pragmatismo del suo avversario, Anatoly Karpov.
Anatoly Karpov, il figlio del sistema che ha riportato il titolo in patria ha un gioco che può essere definito un'armoniosa polifonia, i suoi pezzi sono legati l'un l'altro da invisibili fili che rendono il suo gioco solidissimo ed assieme letale.Se Kasparov crede in un costante lavoro analitico, lui preferisce testare in torneo le proprie e sottoporle ad una verifica pratica.
Queste due scuole che, usando una notevole semplificazione, trovano i loro capostipiti in Alekhine e Capablanca, trovano qui perfetta esecuzione di questi due massimi interpreti.
Aggiungo per comodità un post con tutti i link delle partite di questo match con le brevi note introduttive.
Prima partita:La prima partita del match difficilmente può essere eccitante, i due avversari si studiano, cercano di smaltire la tensione, si preoccupano di tastare il polso all'avversario.Risultato?Una patta spaccata.
Seconda partita:Karpov mette fin dall'inizio il piede sull'acceleratore, sfoderando una novità che influirà su tutta la partita inglese per più di un decennio e amalgamando sapientemente gioco posizionale e guerra psicologica.
Terza partita:Corsi e ricorsi storici!Evidentemente Karpov ci prova gusto a trattare questa variante della gruenfeld così e dopo quasi venticinque anni i suoi gusti non sono cambiati.
D'altro canto con il nero Kasparov si preoccupa di ottenere una veloce patta in vista del bianco alla partita dopo, si entra così in una partita quasi gemella alla prima che regala poche emozioni.E che ha più l'aria di una sosta di lusso che di una combattuta partita di match.
Quarta partita:Quel giorno Kasparov giocò una prestazione maiuscola,senza commettere un singolo errore in tutta la partita.Sceglie appositamente di rientrare in una variante in cui Karpov si era trovato bene e sfrutta tutti gli elementi della propria posizione, la colonna f', la casa f5 per il cavallo, la passività dei pezzi pesanti neri.
Quinta partita:Karpov sembra aver studiato molto bene il suo avversario,non solo da un punto di vista scacchistico ma anche psicologico.Sa che Kasparov non gioca una mossa se non ritiene che sia la migliore, anche a costo di andare sotto di tempo.Egli sfodera una mossa mai giocata ad alti livelli con cui prende un pedone per l'iniziativa e l'attività dei pezzi del nero.
Alla fine la sua politica di gioco risulta premiata e proprio quando Kasparov sembra avere la parità (24... b5!?) egli riesce a respingere piano piano i pezzi neri, fino all'errore finale dovuto allo zeitnot.
Sesta partita:Fin qui il protagonista indiscusso del match è stato l'ex campione del mondo Anatolj Karpov.Evidentemente ben preparato, ha spesso sorpreso il suo avversario in apertura costringendolo a pensare fin dalle prime mosse.
In questa partita anticipa l'espediente principale che permetterà tredici anni dopo a Kramnik di vincere il torneo, adottando un sistema d'apertura passivo ma estremamente roccioso egli concede un minimo vantaggio al bianco che non può essere però sfruttato.Esattamente quello che ha fatto Kramnik a Londra adottando la Berlinese.
Se Kasparov prova a controgiocare anche col nero, egli semplicemente mira ad un impianto solido quando non ha il bianco e prova a capitalizzare al massimo il vantaggio della prima mossa.A questo gioco si è opposta la tenace resistenza di Kasparov che con la brillante 30...Txd4!! ha fatto intendere di aver capito la posizione anche meglio del suo avversario.
Ottava partita:Questa volta Karpov usa uno strano sistema di difesa che poco si addice al suo stile, cade in posizione passiva ma si difende con notevole tenacia, la partita a questo punto entra nei meandri di una lunga battaglia posizionale ma proprio in prossimità del controllo del tempo Karpov commette l'errore che gli fa perdere la partita.Kasparov è feroce nello sfruttare gli errori del suo avversario e con un bel sacrificio di qualità arriva a conquistare il punto intero.In questa ottava partita sembra quasi che Kasparov abbia voluto dipingere un quadro, prima ha cominciato da sinistra con il lato di donna, poi ha continuato a al centro con un lungo assedio sulle case bianche ed infine si è soffermato sull'ala di re, concludendo nella maniera più artistica possibile, un sacrificio di qualità per una decisiva entrata di donna.
Nona partita:Il match adesso entra nella sua fase meno densa e potremmo dire un po' noiosa.
Karpov fa di tutto per ottenere un minimo vantaggio, ma il nero si difende con freddezza ed evita tutte le mine sul suo campo,alla fine il bianco tanto pressa che ottiene un pedone, ma è tutto inutile perchè Kasparov calcola tutto.Il giusto risultato è la patta.
Decima partita:Kasparov cerca di cambiare e gioca 1.e4, ma ciò che doveva promettere scintille in realtà regala solo noia. Breve patta in ventuno mosse e tutti pronti per attendere qualcosa di più l'indomani.
Undicesima partita:Un vero scontro fra titani che si risolve a causa di una banale svista sempre la trama scritta da uno scarso romanziere, eppure è ciò che accadde durante l'undicesima partita del match di Siviglia.
Karpov gioca una partita superba, riesce a dimostrare che questo pedone si può ottenere e che se non gioca con precisione il nero quel pedone l'ha perso, eppure proprio quando si stava per avvicinare al finale ecco che Karpov lascia in presa una qualità.Un errore marchiano di quelli che ti ammazzano...ma il grande Tolja come vedremo avrà la capacità di rialzarsi e continuare a combattere!
Dodicesima partita: Dopo l'Odissea delle prime undici partita Kasparov si ritrova per la prima volta in testa, e nella parte del vincitore si trova più che bene vista la facilità con cui riesce a imporre la patta al suo avversario.
Tredicesima partita: Il campione del mondo conduce per +3-2=7, Karpov prova ad innescare una leggera pressione ma Kasparov manovra a meraviglia con le torri e strappa l'iniziativa all'avversario.Lasciatosi scappare l'ultima possibilità di intorbiare le acque(V la 28sima mossa) non rimane che siglare una tranquilla patta.
Quattordicesima partita: Una partita che non ha bisogno di troppi salamelecchi, velocissima patta e si ricomincia dalla quindicesima
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